[ Generale ] 04 Febbraio, 2010 02:25

 

Anche quest'anno, purtroppo, poche decine di persone insceneranno la solita lugubre sfilata silenziosa per “ricordare le vittime delle foibe e del comunismo”, condita da tricolori, croci celtiche, bandiere neoirredentiste e saluti romani. Insieme ai rampolli della destra fiorentina ci saranno, ovviamente, i vertici del PDL.
L'istituzione della Giornata del Ricordo rappresenta un punto di svolta di quel lungo processo chiamato “revisionismo storico”: un processo che mira alla tanto sbandierata “pacificazione nazionale”, da ottenersi mediante una “memoria condivisa”, basata su una metodica falsificazione delle verità storiche. Una falsificazione che avviene per mano dei politici, di destra e di centro-sinistra, che strumentalizzano un fenomeno svincolandolo dal suo contesto storico e gonfiandone a dismisura i numeri (Gasparri è arrivato a sostenere addirittura che gli infoibati fossero milioni!), e per mano di alcuni “storici”, incapaci o in malafede.
Il fenomeno delle foibe può essere infatti compreso solo se lo si colloca nella sua reale dimensione storica. La Venezia Giulia, l'Istria e la Dalmazia entrarono a far parte dell'Italia, a dispetto della loro composizione etnica, come compenso per aver combattuto a fianco dell'Intesa nella Prima Guerra Mondiale. L'avvento di Mussolini inaugurò il cosiddetto “fascismo di frontiera” (in piena continuità con la politica dei liberali): vale a dire una serie di provvedimenti di italianizzazione forzata del confine orientale, che portarono alla chiusura di scuole croate e slovene, all'imposizione dell'italiano nei giornali e nei tribunali, fino all'italianizzazione dei cognomi e della toponomastica). Come se non bastasse, nell'aprile del '41 l'Italia partecipò all'occupazione nazista della Jugoslavia, rendendosi protagonista di omicidi, stupri e rastrellamenti, di incendi di interi villaggi e dell'internamento di migliaia di civili in campi di concentramento (come ordinava la “famosa” circolare 3c del gen. Mario Roatta).

E' in questo quadro esasperato che ebbe luogo l'episodio delle foibe. Questo va inoltre diviso in due episodi distinti. Quello del settembre '43, quando, secondo fonti nazifasciste, i morti furono 3-400 (le salme recuperate furono 200), nelle stesse zone che, temporaneamente in mano ai partigiani di Tito (giuridicamente al fianco degli Alleati e contro i Repubblichini!), furono riconquistate al prezzo di 13mila morti tra militari e civili. Questo fenomeno può quindi essere definito come un episodio di giustizia sommaria delle persone più compromesse con il regime fascista (se i partigiani avessero voluto fare “pulizia etnica” degli italiani, il numero dei morti sarebbe stato non poco più alto).
L'altro episodio fu quello del maggio '45, dove gli scomparsi furono invece 500, regolarmente arrestati e giudicati da un Tribunale Militare (della maggior parte di essi, che furono fucilati, è accertata la loro passata appartenenza a forze militari o collaborazioniste del nazifascismo).
Delle vendette personali (e ce ne furono in tutta Europa, nei mesi successivi alla fine della guerra) non possono essere certo resi responsabili un movimento di liberazione intero né, tanto meno, un popolo.
E' così che membri di milizie fasciste, civili collaborazionisti e delatori diventano “innocenti la cui unica colpa era quella di essere italiani e non vergognarsene”, così come i Repubblichini diventano “bravi ragazzi animati da un non comune amore per l'Italia”, da equiparare ai partigiani liberatori. La Giornata del Ricordo diventa invece la giornata dell'orgoglio fascista, ufficialmente legittimato dal riconoscimento dello Stato, e il punto culminante di quell'operazione di sdoganamento che permette a questa feccia di candidarsi alle elezioni con il PDL (come il leader di Forza Nuova Fiore), di scorrazzare per le nostre città aggredendo migranti, omosessuali e militanti di sinistra, di mettere in atto raid punitivi contro i lavoratori in lotta (vedi il caso dell'Eutelia, a Roma) e, in ultimo, di diffondere un'ideologia autoritaria, dell'ordine e della sicurezza.
E' questo il ruolo dei fascisti, lo era prima del '22, lo era negli anni della strategia della tensione e lo è ancora adesso: da una parte intimorire e reprimere chi lotta (protetti e spalleggiati dalle forze dell'ordine), dall'altra fare proseliti, in tempi di crisi economica, attraverso una propaganda populista e razzista, affinché chi ogni giorno lucra sulle nostre vite e sul nostro lavoro mantenga inalterati i suoi immensi profitti e continui a manovrarci dall'alto.
Non lasceremo che mentre i nostri compagni muoiono e soffrono nelle carceri, mentre quattro lavoratori al giorno non tornano a casa dalle loro famiglie per una miseria, i fascisti, vecchi, nuovi e ripuliti, ostentino i loro vergognosi simboli e sfilino per la nostra città diffondendo odio e xenofobia.


6 FEBBRAIO PRESIDIO ANTIFASCISTA
Dalle 16.00 - P.ZZA DELLA COSTITUZIONE
FIRENZE
[ Generale ] 07 Gennaio, 2010 00:43
[ Comunicati ] 03 Dicembre, 2009 21:36

 

 

 

Ecco le prime adesioni ricevute per il corteo del 12 dicembre:

Assemblea delle scuole in Lotta
Voci dalla Macchia
Assemblea Popolare Antifascista di Rignano
Centro Popolare Autogestito fi-sud
Cantiere Sociale Camillo Cienfuegos
Collettivo Politico di Scienze Politiche
Unione degli Studenti – Firenze
Assemblea permanente Campi Bisenzio Antifascista
Comitato cassintegrati GKN
Movimento di Lotta per la Casa
Cirocolo 26 luglio Italia-Cuba
Rete Antifascista Pistoiese
Rete dei Comunisti - Pisa
Circolo Agora' - Pisa
Comitato per lo smantellamento di Camp Darby
Circolo Italia-Cuba Cienfuegos - Pisa
Centro Politico 1921 - Livorno
Movimento Antagonista Livornese
Coordinamento Studentesco Livornese
Collettivo Anarchico Libertario Livornese
Coordinamento Antifascista Antirazzista Toscano
CAAT Valdera
SLAI Cobas
Cobas ATAF
Cobas del Comune di Firenze
Rifondazione Comunista – Firenze
Rifondazione Cominista - Livorno
Comunità di Base delle Piagge - Firenze
Circolo Gramsci Campi Bisenzio
Circolo Aziendale Ferrovieri del PRC "Spartaco Lavagnini" - Firenze
ANPI Campi Bisenzio
PerUnAltraCittà
Partito dei CARC
Partito Comunista dei Lavoratori - Toscana
PCL Firenze
PCL Empoli
Associazione Sinistra Unita e Plurale - Firenze
Nuova Unità - Rivista Comunista

ASA - Lucca-

Centro di Documentazione di Pistoia

Comitato Antifascista San Lorenzo -Pistoia-

Comitato Pistoiese per la Palestina

Comunita' in resistenza -Empoli-

Confederazione Cobas Toscana

Cobas Ataf- Firenze

CSA Intifada - Empoli-

CSA nEXt Emerson - Firenze-

CUB Pistoia

Dada Viruz Project -Viareggio-

Movimento Antagonista Livornese

Movimento di Lotta per la Casa - Firenze-

Precari Autorganizzati -Pisa-

Progetto Prendo Casa -Pisa-

Spazio Liberato Ex-Breda - Pistoia-

Spazio Antagonista Newroz -Pisa-

[ Comunicati ] 26 Novembre, 2009 02:12
12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2009
L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA
LIBERTA' PER GLI ARRESTATI
A 40 anni dalla strage impunita di Piazza Fontana, che segnò l´inizio della strategia della tensione e l´uso dei teoremi giudiziari e dei gruppi neofascisti come manovalanza reazionaria, saremo in piazza a manifestare perché oggi è necessario ribadire che l´antifascismo è una pratica quotidiana di aggregazione, impegno e socialità, antidoto ad un clima generale fatto di "pacchetti sicurezza" e campagne di odio alimentate ormai da anni da un ceto politico screditato che attraverso la criminalizzazione di gruppi etnici, settori sociali ed esperienze politiche di base, cerca consensi e legittimità.
In un paese in profonda crisi politica, economica e culturale, sono infatti la repressione, l´intolleranza e l´odio per un presunto diverso che stanno prevalendo. Si scaricano così tensioni sociali sulle categorie più deboli come gli immigrati e si reprime ogni forma di resistenza sul territorio. Un paese dove si muore pestati nelle celle, dove le carceri scoppiano, dove vige la caccia al rom, dove un gruppo di squadristi con a capo il padrone fa irruzione in una fabbrica occupata dai lavoratori senza stipendio da mesi - come all´Eutelia di Roma - e dove continuano a morire tre lavoratori al giorno. Un paese dove 5 studenti sono arrestati per rapina per non avere pagato 500 fotocopie. Un paese dove gli immigrati sono soggetti a leggi speciali, con carceri speciali, extragiudiziali come CPT e CIE, continuamente vessati nei loro diritti ed affetti, forza lavoro da sfruttare attraverso il ricatto. Un paese dove immigrati, omosessuali e trans sono vittime continuamente di aggressioni fasciste. Dove il ruolo della donna è relegato tra la "velina" e la brava casalinga.
Non può stupire quindi che si legalizzino le ronde dei "cittadini" e che i nuovi gruppi fascisti siano protetti e finanziati in tutta Italia, usati nel tentativo di intercettare consenso e disagio tra i giovani e nei quartieri popolari.

Questo sta accadendo anche in Toscana: 7 persone arrestate tra Pistoia e Livorno per i danneggiamenti della sede di Casapound Pistoia, 1 ragazzo arrestato per aver messo un petardo a Firenze ed 11 antifascisti accusati di tentata rissa perquisiti con cani antiesplosivo e costretti al prelievo del DNA semplicemente per aver risposto ad una chiamata d´aiuto di una ragazza minacciata da un gruppo di neofascisti. Appare chiara la strumentalizzazione di queste operazioni di Procure e polizie toscane, in cui si continua a costruire teoremi, usando categorie come quella del terrorismo per isolare e indicare al pubblico disprezzo compagni antifascisti e militanti politici, per ridurre al silenzio tutto un movimento forte e radicato, garantendo invece legittimità, soldi e agibilità a gruppuscoli fascisti. Una regione in cui 90 militari dell´Arma fanno irruzione nelle case occupate dal Movimento di Lotta per la Casa dove vivono rifugiati politici ed immigrati, spaccando tutto e denunciando gli abitanti con il solo scopo intimidatorio, mentre in galera vengono lasciati morire ragazzi come Yassin, 17 anni, suicida a Firenze nel carcere minorile. Dove altri ragazzi 17enni sono invece colpiti da denunce, avvisi orali, intimidazioni per frenarne l´impegno e l´attività politica.
Una regione dove però esiste ancora un tessuto sociale e popolare antifascista ed antirazzista, che rifiuta i fascisti, che rifiuta i CIE, che parla di unità oltre i colori della pelle, dove le mobilitazioni per la libertà degli antifascisti arrestati sono partecipate e diffuse.
Il 12 dicembre la Toscana antifascista ed antirazzista sarà in piazza perché di fronte a tutto questo non si può più stare in silenzio!!!!

Saremo in piazza contro arresti, perquisizioni, inchieste e teoremi, per la libertà delle persone arrestate, per dire che continueremo le nostre lotte sul territorio, nelle scuole e nei posti di lavoro e contro la costruzione di un CIE in Toscana; saremo in piazza perché per noi sicurezza significa un posto di lavoro sicuro, una casa per tutti, una scuola pubblica, per rafforzare reti e relazioni sociali capaci di rispondere alla gravità di quanto sta accadendo.

12 DICEMBRE 2009 MANIFESTAZIONE REGIONALE
ORE 15.30 Piazza San Marco - Firenze

TOSCANA ANTIFASCISTA

Per adesioni: corteo12.12firenze@hotmail.it
[ Comunicati ] 12 Novembre, 2009 11:49
CAR@ COMPAGN@
 
E' CONFERMATA LA SECONDA ASSEMBLEA DEL COORDINAMENTO ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA TOSCANO
 
GIORNO: DOMENICA 15 NOVEMBRE
LOCALITA' : PISTOIA
DOVE?: CIRCOLO ARCI BONELLE
ORARIO: INIZIO ORE 10,00---CONCLUSIONI PREVISTE PER LE 17,00 CIRCA ( organizziamo per i panini a pranzo e, forse, qualcosa di più)
 
IL CIRCOLO ARCI BONELLE SI RAGGIUNGE COSI':
  • USCITA AUTOSTRADALE PISTOIA
  • DOPO IL CASELLO A DESTRA
  • A TRECENTO METRI UNA GROSSA ROTONDA
  • LA PRIMA A DESTRA
  • SI RIPASSA SOTTO L'AUTOSTRADA
  • AL BIVIO PROSEGUIRE DRITTO
  • A MENO DI 1 CHILOMETRO DALLA ROTONDA, SULLA SINISTRA C'E' IL CIRCOLO
  • DIETRO C'E' UN PARCHEGGIO CAPIENTE
Dopo i fatti di queste ultime ore, dopo gli ultimi arresti di compagn@ di Pistoia e Livorno, appare ancora più urgente una pausa di riflessione per la ricerca di forme di lotta di più ampio coinvolgimento e, possibilmente, più incisive.
Serve il contributo e la disponibilita' di tutt@.
Il 24 ottobre, appena due settimane fa, c'è stata una manifestazione partecipatissima e combattiva a Pistoia.
Il 7 un'altra manifestazione molto partecipata a Livorno
Il giorno prima una ancora a Firenze nel pomeriggio  e la sera  a Prato.
Una eventuale a Pistoia  sabato 14 è veramente improcrastinabile?
Non rischierebbe solo di far fallire l'assemblea già fissata del 15?
Non è forse più necessario raccogliere le idee e le forze?
Tra l'altro, lo stesso giorno, a Firenze, c'è una manifestazione per la Palestina.
 
Nei giorni passati abbiamo provato a fare qualche proposta di metodo, oggi qualcuno propone di mettere all'ordine del giorno tre
punti:
  • UN COLLEGIO DI DIFESA LEGALE
  • UNA CASSA DI RESISTENZA PER LE SPESE E IL SOSTEGNO DEI/DELLE COMAGN@ COLPITE
  • UN RIPENSAMENTO DI TUTTE LE REALTA' IMPEGNATE SU ALTRI FRONTI SULLE PRIORITA'
Invitiamo  TUTTI a fare proposte per l'ordine del giorno dell'assemblea.
Invitiamo tutte le realta' toscane, tutti i singoli, interessati ad impegnarsi su questo fronte, ad essere presenti
[ Comunicati ] 21 Ottobre, 2009 16:36

Corteo regionale antifascista per la liberazione dei compagni e contro la repressione

 

In seguito ai fatti di Domenica 11 Ottobre, facciamo appello a tutte le realtà antifasciste toscane a

partecipare al corteo che si terrà a Pistoia, Sabato 24, per chiedere l'immediata liberazione

dei tre compagni sequestrati dall'autorità giudiziaria pistoiese ed il ritiro delle denuncie a carico degli altri otto.

 

Denunciamo il comportamento ignobile della DIGOS di Pistoia che, senza alcuna giustificazione,

ha da prima perquisito i locali dell'ex Circolo Primo Maggio non trovando alcuna prova dove

stava svolgendosi un assemblea del nascente coordinamento toscano contro le ronde. In seguito ed

in maniera ancora più arbitraria ha deciso di deportare tutti i partecipanti all'incontro in questura,

per procedere ad una seconda identificazione (la prima era già avvenuta sul posto). Dopo 12 ore di sequestro tre compagni sono stati arrestati, ed altri 8 denunciati a piede libero.

E' palese l'accanimento della questura pistoiese contro persone totalmente ed evidentemente estranee ai fatti, accanimento che sembra voler servire da monito a tutti coloro che decidono di auto-­organizzarsi per far fronte a delle emergenze sociali -in questo caso le ronde- alla repressione e alla fascistizzazione della società, che molti sembrano o vogliono non vedere.

Impossibile non notare poi, di come il concetto dei due pesi e due misure si sia palesato in questa

vicenda: salta infatti subito all'occhio la mole di attestati di solidarietà giunti ai “fascisti del terzo millennio” ed al consigliere comunale del pdl che queste sedi frequenta, da parte di tutte le

realtà “democratiche” cittadine, da destra e da sinistra, che a suo tempo tacquero o si dimostrarono

“timide” nel portare solidarietà al compagno ferito in un aggressione di stampo fascista il 13 Dicembre 2008.

 

Alessandro, Elisabetta ed Alessandro LIBERI SUBITO!

 

Per la loro immediata liberazione, per la cancellazione delle denunce, per ribadire che la repressione non fermerà tutti coloro che non accettano di subire passivamente la violenza del sistema,in solidarietà ai compagni massesi sotto processo per la vicenda delle ronde popolari antifasciste ed antirazziste, per la chiusura dei covi nazifascisti, contro la criminalizzazione dell'antifascismo militante.

 

Sabato 24 Ottobre 2009 Corteo regionale antifascista per la liberazione dei compagni e contro la

repressione.

Concentramento ore 16:00 presso la Stazione di Pistoia.

 

Info ed adesioni: raf-pt@canaglie.org

[ Comunicati ] 19 Ottobre, 2009 18:43
[ Comunicati ] 18 Ottobre, 2009 20:49

Questo è un video riassuntivo della manifestazione di ieri a Roma, che ha visto la partecipazione di almeno 25omila persone; presente anche il CAAT con un suo striscione, di seguito alcune foto: 

 

 

 

[ Comunicati ] 13 Ottobre, 2009 13:37
Nel pomeriggio di domenica 11 ottobre a Pistoia, la sede di “Casa Pound”, organizzazione neo-fascista che attraverso manifestazioni fomenta l'odio sociale e quello razziale, ha subìto un’irruzione da parte di un gruppo che la polizia ha dichiarato essere costituito da giovanissimi sotto i 20 anni.
Qualche ora dopo, 25 antifascisti (di età fra i 35 e i 60 anni, quindi per niente giovanissimi), riuniti nel Circolo ARCI “1° maggio” dove hanno dovuto subire la perquisizione della polizia, sono stati fermati mentre ne uscivano, condotti in Questura, dove sono stati trattenuti per molte ore, interrogati senza l’assistenza di un avvocato, infine, quando già era alba, rilasciati (grazie al presidio fatto davanti alla questura per tutta la notte da un centinaio di compagni dei fermati accorsi a solidarizzare con loro), mentre 3 di loro sono stati arrestati con imputazioni che vanno dalla “devastazione” ad “azioni con finalità di terrorismo”!!!

“Casa Pound” è strettamente intrecciata col PdL (Forza Italia+Alleanza Nazionale), come a Pisa, dove alcuni di loro sono all'interno di “Laboratorio '99”, un circolo che ha anche consiglieri comunali e provinciali del PdL. Cosa che avviene in molte altre città e che prova che la destra estrema gode di sostegno, legittimazione e copertura da parte del PdL. Anche a Pistoia, nella sede di “Casa Pound” al momento dell’irruzione era presente un consigliere comunale del PdL.

Ritornando ai fatti di domenica a Pistoia, c’è da dire che il Circolo ARCI si trova a qualche centinaio di metri dalla sede di “Casa Pound”, cosa che la polizia sta usando per cercare di dimostrare che gli autori dell'irruzione nella sede neo-fascista sono poi andati a rifugiarsi all’ARCI. Cioè, invece di squagliarsela, sarebbero rimasti sul luogo del delitto: che furbi!!!

Quello che è avvenuto solo pochi giorni fa a Napoli (manifestazione antifascista di massa contro l’occupazione di un immobile da parte di “Casa Pound”, finita con l'arresto di 3 antifascisti e un feroce pestaggio di molti di loro a opera di reparti della polizia) oggi si verifica in Toscana coi fatti totalmente illegali commessi dalla polizia a Pistoia.
Gli episodi di violenza fascista sono ormai numerosi anche in Toscana e a Pisa, dove si sono avuti attentati incendiari e lancio di bombe-carta contro sedi di partiti di sinistra e centri sociali, continue aggressioni contro gli immigrati.

Di fronte a noi sta un Governo travolto dagli scandali e dai processi pendenti sul suo capo supremo, delegittimato dalla bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, del cosiddetto “Lodo Alfano” con cui si era sottratto alla Giustizia; un Governo screditato a livello internazionale e interessato non a fronteggiare la crisi ma ad approfittarne per accanirsi contro i lavoratori, i precari e i disoccupati, gli studenti, perché non rialzino più la testa.
In questa situazione, il Governo ha tutto l'interesse a promuovere una sorta di strategia della tensione, di montarla con le sue forze di polizia, di aizzarla coi mezzi d’informazione di cui ha la proprietà e il controllo il suo capo e padrone.
Una strategia che ha l’obiettivo di accrescere il dominio del Governo -e dei poteri e dei settori sociali che lo sorreggono e che se ne avvantaggiano- sulla società e sui movimenti di lotta che possono percorrerla per difendersi dalla crisi economica, sociale e politica che stiamo vivendo.

Le perquisizioni, i fermi e gli arresti arbitrari dell’11 ottobre a Pistoia sono fatti gravissimi contro la democrazia, contro la legalità costituzionale e contro l’antifascismo.

Gli antifascisti devono ritornare subito in libertà,
 il questore di Pistoia deve dimettersi,
in galera devono finire gli autori delle aggressioni fasciste
ai danni degli omosessuali, degli immigrati, dei democratici.

Giovedì' 14 Ottobre dalle ore 17,30 alle ore 19,30
Presidio Antifascista davanti alla Prefettura di Pisa

COORDINAMENTO ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA TOSCANO
[ Comunicati ] 13 Ottobre, 2009 00:35

Nella giornata di domenica a Pistoia sono stati arrestati due nostri
compagni (tre in tutto) con l'accusa di lesioni e devastazione di un
circolo fascista di casa Pound.
Innanzitutto ribadiamo la totale estraneità degli arrestati a quei fatti
visto che sono stati condotti in questura dopo oltre tre ore dagli
stessi, prelevati da un circolo Arci a poche centinaia di metri da Casa
Pound mentre stavano facendo un'assemblea regionale sul tema ronde.
E' quantomeno strano che persone che avrebbero compiuto un'irruzione
all'interno di una sede fascista si ritrovino poi tranquillamente a
poche centinaia di metri in assemblea senza preoccuparsi minimamente di
eventuali rappresaglie o interventi delle forze dell'ordine.
Inoltre dalle testimonianze riportate dai giornali si parla di un gruppo
di giovanissimi mentre fra i venti riuniti in assemblea c'erano molte
donne e uomini tutt'altro che giovani.

A parte questa evidenza che smonta a priori la tesi degli inquirenti,
non si capisce poi su quali basi siano stati comminati i tre arresti che
rimangono in ogni caso una misura ingiustificabile per quel tipo di capi
d'accusa.
Probabilmente la presenza di un esponente del PdL all'interno della
struttura al momento dell'irruzione ha fatto si che ci fossero pressioni
politiche sulla questura stessa che per fare venti identificazioni ha
impiegato 12 ore in cui non era nemmeno possibile parlare con chi stava
dentro e nemmeno fornire assistenza medica ad una ragazza che necessita
di una terapia particolare per problemi di salute.
Un atteggiamento di rappresaglia da parte della questura di Pistoia che
non ha mai avuto nei confronti di ben due sedi fasciste che sono aperte
nel giro di un paio d'anni in città: quella di Casa Pound e di Forza
Nuova. Due gruppi di estrema destra che ormai scorrazzano anche in molte
altre città della Toscana, tollerati e spesso coperti da amministrazioni
e forze dell'ordine. La presenza di un consigliere del PdL all'interno
della struttura ne è un esempio lampante.

Al fianco dei tre compagni e di tutti gli antifascisti.

Movimento Antagonista Livornese
[ Comunicati ] 12 Ottobre, 2009 02:41
Domenica verso le ore 19,00 un nutrito schieramento di forze dell' " ordine "
è entrata nel circolo Primo Maggio di Pistoia dove era in corso una pacifica assemblea contro le ronde e ha fermato circa 25 compagni portandoli poi negli
uffici della questura. Il pretesto un presunto collegamento ad una strana irruzione avvenuta
un ora prima nella sede di casa pound distante 100 metri dal circolo.

La perquisizione ILLEGALE nel circolo Primo Maggio non ha fatto emergere alcunchè.

Ore 23,30 dalla questura i compagni vengono rilasciati con il contagocce. Seguiranno aggiornamenti.

Solidarietà ai fermati
[ Comunicati ] 12 Ottobre, 2009 02:38
 
QUESTI GLI ORARI DI CARICO
 
 
ore 07:20 MASSA ZONA TRIBUNALE ( non mi hanno accettato la partenza da CARRARA9
ore 07:40 PIETRASANTA  TERMINAL BUS
ore 08:05 VIAREGGIO  VIA MARCO POLO   LATO MONTE
ore 08:30 PISA BAR LIVORNO (VICINO SAINT GOBAIN)
 
sosta di 30 minuti lungo il percorso (obbligatoria per i tempi di guida/sosta dell'autista)
ore 13-13:30 circa arrivo alla stazione Metro di Laurentina
Partenza serale alle 19-19,30
 
 
ORA BISOGNA LAVORARE PER LE PRESENZE
 
PER LA SPESA SI CONSIDERI DA 26 EURO, SE IN 40, A 21 EURO, SE IN 50.
 

[ Generale ] 25 Settembre, 2009 00:21



SONO I PADRONI, E NON GLI IMMIGRATI, CHE LICENZIANO, SFRUTTANO E UCCIDONO

Alla ricerca di sempre maggiori profitti e per uscire dalla crisi irreversibile del loro mondo basato sullo sfruttamento, i capitalisti cercano disperatamente nuova manodopera a bassissimo costo: sono loro che, sotto l'orribile maschera di Bossi e Compari, favoriscono l'immigrazione clandestina alla ricerca di nuovi schiavi al servizio dei loro profitti; le leggi anti-immigrazione non sono una protezione per i lavoratori italiani che, come sempre, vengono licenziati quando non servono più, ma una spada di Damocle sospesa sulla testa di esseri umani privi di identità, diritti ed assistenza e costretti a fare lavori massacranti e pericolosi, senza tutele sindacali e sociali, spesso sotto il controllo delle varie mafie. Da questa situazione, come sempre, non si esce con l'insofferenza ed il razzismo, ma con la solidarietà di classe e la lotta.

OPERAI ITALIANI ED IMMIGRATI, UNITI NELLA LOTTA CONTRO IL CAPITALE!

 

C’EST LES PATRONS,  PAS LES IMMIGRÉS, QUI LICENCIENT, EXPLOITENT  ET TUENT

À la recherche de toujours majeurs profits et pour sortir de la crise irréversible de leur monde basé sur l'exploitation, les capitalistes cherchent désespérément main-d’œuvre nouvelle à très bas coûte : c’est eux qui, sous l' horible masque de Bossi et compares, favorisent l'  immigration clandestine à la recherche de nouveaux esclaves au service de leurs profits ; les lois anti-immigration ne sont pas une protection pour les travailleurs italiens qui, comme toujours, sont licenciés lorsque ils ne servent plus, mais une épée de Damoclès suspendue sur la tête d'êtres humains dépourvus d'identité, de droits et d'assistance, et forcés à faire des travaux massacrants et dangereux, sans tutelles syndicales et sociales, souvent sous contrôle des diverses mafias. De cette situation, comme toujours, on ne sort pas avec l’intolérance et le racism, mais avec la solidarité de classe et la lutte.

OUVRIERS ITALIENS ET IMMIGRÉS, UNIS DANS LA LUTTE CONTRE LE CAPITAL !

 

SON LOS PATRONES, NO LOS INMIGRANTES, QUE DESPIDEN, EXPLOTAN Y MATAN

En busca de siempre mayores beneficios y para salir de la crisis irreversible de su mundo basado en la explotación, los capitalistas buscan desesperadamente mano de obra nueva a muy bajo costo: son ellos que, detrás de la horible máscara de Bossi y compinches, favorecen la inmigración clandestina para buscar nuevos esclavos al servicio de sus provechos; las leyes antiinmigración no son una protección para los trabajadores italianos a quienes, como siempre, los despiden cuando no sirven más, sino una espada de Damocles suspendida sobre la cabeza de seres humanos desprovistos de identidad, de derechos y de asistencia, y forzados a hacer trabajos que destrozan y peligrosos, sin tutelas sindicales y sociales, a menudo bajo el control de distintas mafias. De esta situación, como siempre, no se sale con la intolerancia y el racismo, sino con la solidaridad de clase y la lucha.

¡OBREROS ITALIANOS E INMIGRANTES, UNIDOS EN LA BATALLA CONTRA EL CAPITAL!

 

JESU LI GOSPODARI, A NE IMIGRANTI, KOJI OTPUSTAJU , IKORIŠTAVAJU I UBIJAJU

U potrazi za sve veće profite i za izlaz iz krize terminal njihovog svijeta na temelju iskorištavanja, kapitalisti su očajnički dodatni troškovi rada su izuzetno niske: to je oni koji su pod krinkom odvratan Bossi i njegova cronies, promovira ilegalne imigracije u potragu novo roblje u službi svoje zarade, anti-imigracija nije zaštitu talijanskog radnika koji je, kao i uvijek, kada je otpušteno više nije potrebno, ali je mač Damoklov mač visi nad glavama ljudi bez identiteta, prava i pomoć i prisiljeni raditi naporan i opasan, nezaštićena rada i socijalne, često pod kontrolom različitih mafias. Iz ove situacije, kao i uvijek, ne izlaz s netrpeljivost i rasizam, ali uz klasnu solidarnost i borba.

TALIJANSKI I DOSELJENIH RADNIKA, UJEDINJENI U BORBI PROTIV KAPITAL!

 

КТО ЭКСПЛУАТИРУЕТ, УВОЛЬНЯЕТ, УВИВАЕТ ? ЭТО НЕ ИММИГРАНТЫ, НО КАПИТАЛИСТЫ.

ЧТОБЫ ПОЛУЧИТЬ БОЛЬШЕ ПРИБЫЛЬ И БЫЙТИ ИЗ ИХ НЕОБРАТИМОЙ СИСТЕМЫ, ОСНОВОНОЙ НА ЭКСПЛУАТАЦИИ, ОНИ ИЩУТ ОТЧАЯННО НОВУЮ РАБОЧУЮ СИЛУ ПО МИНИМАЛЬНОЙ ЦЕНЕ. С ЭТОЙ ЦЕЛЬЮ, ПОД УЖАЗНЫМИ МАСКАМИ БОССИ И ЕГО ПОДЕЛЬНИКОВ, ОНИ СПОСОБСТВУЮТ  ПОДПОЛЬНОЙ  ИММИГРАЦИИ, ЧТОБЫ ПОЛУЧИТЬ НОВЫХ РАБОВ НА СЛУЖБУ ИХ ПРИБЫЛИ. АНТИ-ИММИГРАЦИОННЫЕ ЗАКОНЫ – ЭТО НЕ ЗАЩИТА ИТАЛЬЯНСКИХ РАБОЧИХ, КАК ВСЕГДА, ИХ УВОЛНЯЮТ, КОГДА ОНИ БОЛЬШЕ НЕ НУЖНЫ. ТАКИЕ ЗАКОНЫ ЯВЛЯЮТСЯ ЛИШЬ ДАМОКЛОВЫМ МЕЧЕМ НАД ГОДОВАМИ ЛЮДЕЙ БЕЗ НИКАКОГО СОЦИАЛЬНОГО ПРАВА, ВЫНУЖДЕННЫХ К САМЫМ ОПАСНЫМ РАБОТАМ БЕЗ НИКАКОЙ СОЦИАЛЬНОЙ И ПРОФСОЮЗНОЙ ОРГАНИЗАЦИИ, ИНОГДА ПОД КОНТРОЛЬ МАФИИ. ИЗ ТАКОЙ СИТУАЦИИ МОЖНО ВЫЙТИ, КАК ВСЕГДА, НЕ ЧЕРЕЗ ПОТЕРПИМОСТЬ И РАСИЗМ, ПО СОЛИДАРНОЙ ОТВЕТСТВЕННОСТЬЮ И КЛАССОВОЙ БОРЬБОЙ.

ИТАЛЬЯНСКИЕ РАБОЧИЕ И ИММИГРАНТЫ СВЯЗАНЫ В БОРЬБЕ ПРОТИВ КАПИТАЛИСТОВ!

 

بخصوص  قانون الجديد الخاص بالهجرة الغ

 



يعتبر صاحب العمل هو المسئول عن الجرائم التى تحدث حيث انة يعين اصحاب الهجرة الغير شرعية ويتم الاستغناء عن العمالة التى معة نظير اعطاء المهاجرين الغير شرعيين راتب اقل من العامل القديم ومن هنا تبدا حلقة المشاكل  حيث يعتبر المسئول الرئيسى هو صاحب العمل  حيث يتم زيادة ثروتة نتيجة تقليل رواتب المهاجرين الغير شرعيين ونتيجة ذلك تحدث مشاكل دولية وصراعات دولية وان اصحاب العمل المسئولين عن ذلك يعملى تحت تغطية وستارة  سنيور . بوسى واصدقائة .

يتم تعيين المهاجرين الغير شرعيين حيث ليس لهم ماؤى وسكن .

 

ان القانون ضد المهاجرين الغير شرعين  التى تم اصارها :-

                1-لا يخدم المواطنين  الشرعيين حيث يحق لصحاب العمل الاستغناء عن العامل فى اى وقت .

  2- صاحب العمل يستقطب المهاجرين الغير شرعيين ويتم تشغيلهم  باجور صغيرة وساعات كثيرة بدون اجر وهذا ضد القانون .

  3- هذا القانون يخدم اصحاب النفوذ والمافيا .

الحل

ان يتم مساؤءة الجميع مع بعضهم حيث لا يكون فى مواطن من الدرجة الاول او مواطن من الدرجة الثانية  وهذا يودى الى نهضة البلد .

[ Comunicati ] 21 Settembre, 2009 21:00

Contro lo squadrismo delle ronde e contro il pacchetto sicurezza!

Sfruttando il clima di intolleranza e razzismo alimentato dalla destra e dall'informazione di regime, il governo Berlusconi ha approvato l'indecente pacchetto sicurezza (DdL 733). Il pacchetto sicurezza ubbidisce a logiche repressive funzionali alla classe dominante per restringere libertà e colpire i soggetti che possono creare conflitto sociale. Gli immigrati sono uno dei soggetti più interessati da questo provvedimento. Provvedimento; che contiene le disumane norme dei “medici spia” e dei “presidi spia” che di fatto negano il diritto alla salute e all'istruzione per i clandestini; che aumenta i tempi di detenzione nei lager moderni nei CIE (ex CPT); che instaura le ronde.


Le ronde sono un fenomeno articolato che si manifesta in vari modi: si va dalle ronde fai da te di cittadini esasperati da un'informazione menzognera, alle squadracce neofasciste come le “SSS” salite alla ribalta per gli episodi di Massa di quest'estate; si va da veri e propri gruppi politici con tendenze eversive e secessioniste come la “Guardia Nazionale Padana” ad associazioni di volontari di ex militari. Tutte rispondono, però, all'idea perversa del delirio securitario e alla necessità da parte dei padroni di aumentare controllo e repressione.

La vera sicurezza quella sui luoghi di lavoro, dove muoiono in media dalle 3 alle 4 persone al giorno, continua a essere ignorata. La sicurezza che interessa lor signori è quella dei padroni e non quella dei lavoratori che vogliono continuare a sfruttare e dividere mettendo magari lavoratori italiani contro lavoratori stranieri.

Per questo motivo diciamo no al pacchetto sicurezza!

Sabato 3 ottobre ore 10.00

davanti al municipio di Viareggio


L'amministrazione di Viareggio, anche per assenza di veri e propri militanti di destra (per fortuna), ha instaurato le ronde mascherando il provvedimento con delle delibere che prevedono la collaborazione con alcune associazioni. La delibera n°50 del 03/02/09 stabiliva un accordo con l'associazione autonoma bersaglieri regione toscana con sede nel comune di Ponte Buggianese per monitorare il territorio in stretta collaborazione con il corpo della polizia municipale. In data 20/05/09 con la delibera n°253 dopo la relazione del comandante della polizia municipale dr. Vincenzo Strippoli è stata rinnovata questa convenzione. Una convenzione simile è stata stipulata anche con l'associazione nazionale carabinieri sezione di Seravezza e Stazzema in data 22/04/09 con la delibera n°201 e rinnovata il 31/07/09 con la delibera n°384. Queste associazioni otterranno dei rimborsi annui di 500 euro.

Da notare le ipocrisie della delibera: “ ….per favorire la promozione di attività socialmente utili sul territorio con lo scopo di aiutare ed assistere i cittadini ed in particolare le categorie socialmente svantaggiate quali donne, minori, anziani, diversamente abili etc, senza alcun compito di sicurezza…… MA, NEI FATTI, alcuni energumeni in tuta mimetica si aggirano in luoghi pubblici, come la stazione, e pretendono (con quale autorità??) i documenti dai soggetti “sospetti”.

Ben più grave è la proposta che dovrebbe vedere implicata la ditta privata “Globo” come responsabile della sicurezza nella frazione di Torre del Lago. Inoltre nessuno dimentica il continuo potere dato al comando dei vigili urbani che si sono visti acquistare mezzi nuovi potentissimi con soldi che potevano essere destinati all'emergenza casa o alla ricostruzione dei danni provocati dal disastro ferroviario del 29 giugno. Anche quest'estate abbiamo assistito alle vergognose scorribande contro i venditori ambulanti sulla passeggiata anche grazie alla cosiddetta normativa antiborsoni.

Contro tutto questo invitiamo a partecipare al presidio di Sabato 3ottobre davanti al municipio di Viareggio in una coerente logica antifascista e antirazzista per costruire una reale vigilanza popolare


Comitato Antifascista Antirazzista Versiliese


Riprodotto in proprio Versilia 18 settembre 2009

[ Comunicati ] 21 Settembre, 2009 20:53

Il Coordinamento Antifascista e Antirazzista Toscano (CAAT), nel  primo incontro regionale tenutosi a Pisa il 19 Settembre, lancia la mobilitazione in vista della manifestazione nazionale antirazzista indetta contro il pacchetto sicurezza il 17 Ottobre a Roma.  Dalla Toscana partiranno autobus e  in vista del 17\10 saranno lanciate alcune mobilitazioni locali nelle giornate del 2 e 3 Ottobre nelle città di Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Firenze, Livorno,  Empoli e Siena.

L’esplosione della crisi economica e sociale ha tagliato posti di lavoro e migliaia ne distruggerà nelle prossime in Toscana, che è tra le regioni più colpite dalla recessione nel centro nord. 

In questo scenario, le politiche razziste e liberticide da una parte ( lager per migranti, ronde, militari nelle città..) e il continuo attacco alle condizioni di vita, ai diritti e all’agibilità politico sociale per chi si oppone alle politiche governative dall’altra ( basti pensare all’attacco al diritto di  sciopero) scaricano la crisi sulle fasce sociali più deboli, scatenando una guerra tra poveri (tra lavoratori italiani e stranieri, tra lavoratori pubblici e privati, tra precari e “garantiti”....).

Mentre il Governo parla di sicurezza, muoiono ogni giorno quattro lavoratori\trici per incidenti sul lavoro senza considerare le malattie professionali che mietono migliaia di vittime ogni anno.
 
Invitiamo tutti i democratici e gli antifascisti a partecipare a queste iniziative per fermare provvedimenti, come il “pacchetto sicurezza” e la costruzione di un CIE (centro di identificazione ed espulsione di migranti irregolari) in Toscana.
                
                 
                

                Coordinamento toscano antifascista e antirazzista Toscano
                
                 
                
                Per contatti e informazioni
                
                caatoscano@gmail.com