Anche quest'anno, purtroppo, poche decine di persone insceneranno la
solita lugubre sfilata silenziosa per “ricordare le vittime delle foibe
e del comunismo”, condita da tricolori, croci celtiche, bandiere
neoirredentiste e saluti romani. Insieme ai rampolli della destra
fiorentina ci saranno, ovviamente, i vertici del PDL.
L'istituzione
della Giornata del Ricordo rappresenta un punto di svolta di quel lungo
processo chiamato “revisionismo storico”: un processo che mira alla
tanto sbandierata “pacificazione nazionale”, da ottenersi mediante una
“memoria condivisa”, basata su una metodica falsificazione delle verità
storiche. Una falsificazione che avviene per mano dei politici, di
destra e di centro-sinistra, che strumentalizzano un fenomeno
svincolandolo dal suo contesto storico e gonfiandone a dismisura i
numeri (Gasparri è arrivato a sostenere addirittura che gli infoibati
fossero milioni!), e per mano di alcuni “storici”, incapaci o in
malafede.
Il fenomeno delle foibe può essere infatti compreso solo
se lo si colloca nella sua reale dimensione storica. La Venezia Giulia,
l'Istria e la Dalmazia entrarono a far parte dell'Italia, a dispetto
della loro composizione etnica, come compenso per aver combattuto a
fianco dell'Intesa nella Prima Guerra Mondiale. L'avvento di Mussolini
inaugurò il cosiddetto “fascismo di frontiera” (in piena continuità con
la politica dei liberali): vale a dire una serie di provvedimenti di
italianizzazione forzata del confine orientale, che portarono alla
chiusura di scuole croate e slovene, all'imposizione dell'italiano nei
giornali e nei tribunali, fino all'italianizzazione dei cognomi e della
toponomastica). Come se non bastasse, nell'aprile del '41 l'Italia
partecipò all'occupazione nazista della Jugoslavia, rendendosi
protagonista di omicidi, stupri e rastrellamenti, di incendi di interi
villaggi e dell'internamento di migliaia di civili in campi di
concentramento (come ordinava la “famosa” circolare 3c del gen. Mario
Roatta).
E' in questo quadro esasperato che ebbe luogo
l'episodio delle foibe. Questo va inoltre diviso in due episodi
distinti. Quello del settembre '43, quando, secondo fonti nazifasciste,
i morti furono 3-400 (le salme recuperate furono 200), nelle stesse
zone che, temporaneamente in mano ai partigiani di Tito (giuridicamente
al fianco degli Alleati e contro i Repubblichini!), furono
riconquistate al prezzo di 13mila morti tra militari e civili. Questo
fenomeno può quindi essere definito come un episodio di giustizia
sommaria delle persone più compromesse con il regime fascista (se i
partigiani avessero voluto fare “pulizia etnica” degli italiani, il
numero dei morti sarebbe stato non poco più alto).
L'altro episodio
fu quello del maggio '45, dove gli scomparsi furono invece 500,
regolarmente arrestati e giudicati da un Tribunale Militare (della
maggior parte di essi, che furono fucilati, è accertata la loro passata
appartenenza a forze militari o collaborazioniste del nazifascismo).
Delle
vendette personali (e ce ne furono in tutta Europa, nei mesi successivi
alla fine della guerra) non possono essere certo resi responsabili un
movimento di liberazione intero né, tanto meno, un popolo.
E' così
che membri di milizie fasciste, civili collaborazionisti e delatori
diventano “innocenti la cui unica colpa era quella di essere italiani e
non vergognarsene”, così come i Repubblichini diventano “bravi ragazzi
animati da un non comune amore per l'Italia”, da equiparare ai
partigiani liberatori. La Giornata del Ricordo diventa invece la
giornata dell'orgoglio fascista, ufficialmente legittimato dal
riconoscimento dello Stato, e il punto culminante di quell'operazione
di sdoganamento che permette a questa feccia di candidarsi alle
elezioni con il PDL (come il leader di Forza Nuova Fiore), di
scorrazzare per le nostre città aggredendo migranti, omosessuali e
militanti di sinistra, di mettere in atto raid punitivi contro i
lavoratori in lotta (vedi il caso dell'Eutelia, a Roma) e, in ultimo,
di diffondere un'ideologia autoritaria, dell'ordine e della sicurezza.
E'
questo il ruolo dei fascisti, lo era prima del '22, lo era negli anni
della strategia della tensione e lo è ancora adesso: da una parte
intimorire e reprimere chi lotta (protetti e spalleggiati dalle forze
dell'ordine), dall'altra fare proseliti, in tempi di crisi economica,
attraverso una propaganda populista e razzista, affinché chi ogni
giorno lucra sulle nostre vite e sul nostro lavoro mantenga inalterati
i suoi immensi profitti e continui a manovrarci dall'alto.
Non
lasceremo che mentre i nostri compagni muoiono e soffrono nelle
carceri, mentre quattro lavoratori al giorno non tornano a casa dalle
loro famiglie per una miseria, i fascisti, vecchi, nuovi e ripuliti, ostentino i loro vergognosi simboli e sfilino per la nostra città diffondendo odio e xenofobia.
6 FEBBRAIO PRESIDIO ANTIFASCISTA
Dalle 16.00 - P.ZZA DELLA COSTITUZIONE
FIRENZE
Ecco le prime adesioni ricevute per il corteo del 12 dicembre:
Assemblea delle scuole in Lotta
Voci dalla Macchia
Assemblea Popolare Antifascista di Rignano
Centro Popolare Autogestito fi-sud
Cantiere Sociale Camillo Cienfuegos
Collettivo Politico di Scienze Politiche
Unione degli Studenti – Firenze
Assemblea permanente Campi Bisenzio Antifascista
Comitato cassintegrati GKN
Movimento di Lotta per la Casa
Cirocolo 26 luglio Italia-Cuba
Rete Antifascista Pistoiese
Rete dei Comunisti - Pisa
Circolo Agora' - Pisa
Comitato per lo smantellamento di Camp Darby
Circolo Italia-Cuba Cienfuegos - Pisa
Centro Politico 1921 - Livorno
Movimento Antagonista Livornese
Coordinamento Studentesco Livornese
Collettivo Anarchico Libertario Livornese
Coordinamento Antifascista Antirazzista Toscano
CAAT Valdera
SLAI Cobas
Cobas ATAF
Cobas del Comune di Firenze
Rifondazione Comunista – Firenze
Rifondazione Cominista - Livorno
Comunità di Base delle Piagge - Firenze
Circolo Gramsci Campi Bisenzio
Circolo Aziendale Ferrovieri del PRC "Spartaco Lavagnini" - Firenze
ANPI Campi Bisenzio
PerUnAltraCittà
Partito dei CARC
Partito Comunista dei Lavoratori - Toscana
PCL Firenze
PCL Empoli
Associazione Sinistra Unita e Plurale - Firenze
Nuova Unità - Rivista Comunista
12 dicembre 1969 - 12 dicembre
2009
L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA
LIBERTA' PER GLI ARRESTATI
A 40 anni dalla strage impunita di Piazza Fontana, che segnò
l´inizio della strategia della tensione e l´uso dei teoremi giudiziari e dei
gruppi neofascisti come manovalanza reazionaria, saremo in piazza a
manifestare perché oggi è necessario ribadire che l´antifascismo è una pratica
quotidiana di aggregazione, impegno e socialità, antidoto ad un clima generale
fatto di "pacchetti sicurezza" e campagne di odio alimentate ormai da anni da
un ceto politico screditato che attraverso la criminalizzazione di gruppi
etnici, settori sociali ed esperienze politiche di base, cerca consensi e
legittimità.
In un paese in profonda crisi politica, economica e culturale,
sono infatti la repressione, l´intolleranza e l´odio per un presunto diverso
che stanno prevalendo. Si scaricano così tensioni sociali sulle categorie più
deboli come gli immigrati e si reprime ogni forma di resistenza sul
territorio. Un paese dove si muore pestati nelle celle, dove le carceri
scoppiano, dove vige la caccia al rom, dove un gruppo di squadristi con a capo
il padrone fa irruzione in una fabbrica occupata dai lavoratori senza
stipendio da mesi - come all´Eutelia di Roma - e dove continuano a morire tre
lavoratori al giorno. Un paese dove 5 studenti sono arrestati per rapina per
non avere pagato 500 fotocopie. Un paese dove gli immigrati sono soggetti a
leggi speciali, con carceri speciali, extragiudiziali come CPT e CIE,
continuamente vessati nei loro diritti ed affetti, forza lavoro da sfruttare
attraverso il ricatto. Un paese dove immigrati, omosessuali e trans sono
vittime continuamente di aggressioni fasciste. Dove il ruolo della donna è
relegato tra la "velina" e la brava casalinga.
Non può stupire quindi che
si legalizzino le ronde dei "cittadini" e che i nuovi gruppi fascisti siano
protetti e finanziati in tutta Italia, usati nel tentativo di intercettare
consenso e disagio tra i giovani e nei quartieri popolari.
Questo sta
accadendo anche in Toscana: 7 persone arrestate tra Pistoia e Livorno per i
danneggiamenti della sede di Casapound Pistoia, 1 ragazzo arrestato per aver
messo un petardo a Firenze ed 11 antifascisti accusati di tentata rissa
perquisiti con cani antiesplosivo e costretti al prelievo del DNA
semplicemente per aver risposto ad una chiamata d´aiuto di una ragazza
minacciata da un gruppo di neofascisti. Appare chiara la strumentalizzazione
di queste operazioni di Procure e polizie toscane, in cui si continua a
costruire teoremi, usando categorie come quella del terrorismo per isolare e
indicare al pubblico disprezzo compagni antifascisti e militanti politici, per
ridurre al silenzio tutto un movimento forte e radicato, garantendo invece
legittimità, soldi e agibilità a gruppuscoli fascisti. Una regione in cui 90
militari dell´Arma fanno irruzione nelle case occupate dal Movimento di Lotta
per la Casa dove vivono rifugiati politici ed immigrati, spaccando tutto e
denunciando gli abitanti con il solo scopo intimidatorio, mentre in galera
vengono lasciati morire ragazzi come Yassin, 17 anni, suicida a Firenze nel
carcere minorile. Dove altri ragazzi 17enni sono invece colpiti da denunce,
avvisi orali, intimidazioni per frenarne l´impegno e l´attività
politica.
Una regione dove però esiste ancora un tessuto sociale e popolare
antifascista ed antirazzista, che rifiuta i fascisti, che rifiuta i CIE, che
parla di unità oltre i colori della pelle, dove le mobilitazioni per la
libertà degli antifascisti arrestati sono partecipate e diffuse.
Il 12
dicembre la Toscana antifascista ed antirazzista sarà in piazza perché di
fronte a tutto questo non si può più stare in silenzio!!!!
Saremo in
piazza contro arresti, perquisizioni, inchieste e teoremi, per la libertà
delle persone arrestate, per dire che continueremo le nostre lotte sul
territorio, nelle scuole e nei posti di lavoro e contro la costruzione di un
CIE in Toscana; saremo in piazza perché per noi sicurezza significa un posto
di lavoro sicuro, una casa per tutti, una scuola pubblica, per rafforzare reti
e relazioni sociali capaci di rispondere alla gravità di quanto sta accadendo.
12 DICEMBRE 2009 MANIFESTAZIONE REGIONALE
ORE 15.30 Piazza San
Marco - Firenze
E' CONFERMATA LA SECONDA
ASSEMBLEA DEL COORDINAMENTO ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA
TOSCANO
GIORNO: DOMENICA 15
NOVEMBRE
LOCALITA' : PISTOIA
DOVE?: CIRCOLO ARCI
BONELLE
ORARIO: INIZIO ORE
10,00---CONCLUSIONI PREVISTE PER LE 17,00
CIRCA ( organizziamo per i panini a pranzo e, forse, qualcosa di
più)
IL CIRCOLO ARCI
BONELLE SI RAGGIUNGE COSI':
USCITA AUTOSTRADALE PISTOIA
DOPO IL CASELLO A
DESTRA
A TRECENTO METRI UNA GROSSA
ROTONDA
LA PRIMA A
DESTRA
SI RIPASSA SOTTO
L'AUTOSTRADA
AL BIVIO
PROSEGUIRE DRITTO
A MENO DI 1
CHILOMETRO DALLA ROTONDA, SULLA SINISTRA
C'E' IL CIRCOLO
DIETRO C'E'
UN PARCHEGGIO CAPIENTE
Dopo i fatti di queste ultime ore, dopo gli ultimi arresti
di compagn@ di Pistoia e Livorno, appare ancora più urgente una pausa di
riflessione per la ricerca di forme di lotta di più ampio coinvolgimento e,
possibilmente, più incisive.
Serve il contributo e la disponibilita' di
tutt@.
Il 24 ottobre, appena due settimane fa, c'è stata una
manifestazione partecipatissima e combattiva a Pistoia.
Il 7 un'altra manifestazione molto partecipata
a Livorno
Il giorno prima una ancora a Firenze nel pomeriggio
e la sera a Prato.
Una eventuale a Pistoia sabato 14 è veramente
improcrastinabile?
Non rischierebbe solo di far fallire l'assemblea già
fissata del 15?
Non è forse più necessario raccogliere le idee e le
forze?
Tra l'altro, lo stesso giorno, a Firenze, c'è una
manifestazione per la Palestina.
Nei giorni passati abbiamo provato a fare qualche proposta
di metodo, oggi qualcuno propone di mettere all'ordine del giorno
tre
punti:
UN COLLEGIO DI DIFESA LEGALE
UNA CASSA DI RESISTENZA PER LE SPESE E IL SOSTEGNO
DEI/DELLE COMAGN@ COLPITE
UN RIPENSAMENTO DI TUTTE LE REALTA' IMPEGNATE SU ALTRI
FRONTI SULLE PRIORITA'
Invitiamo TUTTI a fare proposte per l'ordine
del giorno dell'assemblea.
Invitiamo tutte le realta' toscane, tutti i singoli,
interessati ad impegnarsi su questo fronte, ad essere presenti
Corteo regionale antifascista per la liberazione dei compagni e contro la repressione
In seguito ai fatti di Domenica 11 Ottobre, facciamo appello a tutte le realtà antifasciste toscane a
partecipare al corteo che si terrà a Pistoia, Sabato 24, per chiedere l'immediata liberazione
dei tre compagni sequestrati dall'autorità giudiziaria pistoiese ed il ritiro delle denuncie a carico degli altri otto.
Denunciamo il comportamento ignobile della DIGOS di Pistoia che, senza alcuna giustificazione,
ha da prima perquisito i locali dell'ex Circolo Primo Maggio non trovando alcuna prova dove
stava svolgendosi un assemblea del nascente coordinamento toscano contro le ronde. In seguito ed
in maniera ancora più arbitraria ha deciso di deportare tutti i partecipanti all'incontro in questura,
per
procedere ad una seconda identificazione (la prima era già avvenuta sul
posto). Dopo 12 ore di sequestro tre compagni sono stati arrestati, ed
altri 8 denunciati a piede libero.
E'
palese l'accanimento della questura pistoiese contro persone totalmente
ed evidentemente estranee ai fatti, accanimento che sembra voler
servire da monito a tutti coloro che decidono di auto-organizzarsi per
far fronte a delle emergenze sociali -in questo caso le ronde- alla
repressione e alla fascistizzazione della società, che molti sembrano o
vogliono non vedere.
Impossibile non notare poi, di come il concetto dei due pesi e due misure si sia palesato in questa
vicenda:
salta infatti subito all'occhio la mole di attestati di solidarietà
giunti ai “fascisti del terzo millennio” ed al consigliere comunale del
pdl che queste sedi frequenta, da parte di tutte le
realtà “democratiche” cittadine, da destra e da sinistra, che a suo tempo tacquero o si dimostrarono
“timide” nel portare solidarietà al compagno ferito in un aggressione di stampo fascista il 13 Dicembre 2008.
Alessandro, Elisabetta ed Alessandro LIBERI SUBITO!
Per
la loro immediata liberazione, per la cancellazione delle denunce, per
ribadire che la repressione non fermerà tutti coloro che non accettano
di subire passivamente la violenza del sistema,in solidarietà ai
compagni massesi sotto processo per la vicenda delle ronde popolari
antifasciste ed antirazziste, per la chiusura dei covi nazifascisti,
contro la criminalizzazione dell'antifascismo militante.
Sabato 24 Ottobre 2009 Corteo regionale antifascista per la liberazione dei compagni e contro la
repressione.
Concentramento ore 16:00 presso la Stazione di Pistoia.
Questo è un video riassuntivo della manifestazione di ieri a Roma, che ha visto la partecipazione di almeno 25omila persone; presente anche il CAAT con un suo striscione, di seguito alcune foto:
Nel pomeriggio di domenica 11 ottobre a Pistoia, la sede di “Casa
Pound”, organizzazione neo-fascista che attraverso manifestazioni
fomenta l'odio sociale e quello razziale, ha subìto un’irruzione da
parte di un gruppo che la polizia ha dichiarato essere costituito da
giovanissimi sotto i 20 anni.
Qualche ora dopo, 25 antifascisti (di età fra i 35 e i 60 anni, quindi
per niente giovanissimi), riuniti nel Circolo ARCI “1° maggio” dove
hanno dovuto subire la perquisizione della polizia, sono stati fermati
mentre ne uscivano, condotti in Questura, dove sono stati trattenuti
per molte ore, interrogati senza l’assistenza di un avvocato, infine,
quando già era alba, rilasciati (grazie al presidio fatto davanti alla
questura per tutta la notte da un centinaio di compagni dei fermati
accorsi a solidarizzare con loro), mentre 3 di loro sono stati
arrestati con imputazioni che vanno dalla “devastazione” ad “azioni con
finalità di terrorismo”!!!
“Casa Pound” è strettamente intrecciata col PdL (Forza Italia+Alleanza
Nazionale), come a Pisa, dove alcuni di loro sono all'interno di
“Laboratorio '99”, un circolo che ha anche consiglieri comunali e
provinciali del PdL. Cosa che avviene in molte altre città e che prova
che la destra estrema gode di sostegno, legittimazione e copertura da
parte del PdL. Anche a Pistoia, nella sede di “Casa Pound” al momento
dell’irruzione era presente un consigliere comunale del PdL.
Ritornando ai fatti di domenica a Pistoia, c’è da dire che il Circolo
ARCI si trova a qualche centinaio di metri dalla sede di “Casa Pound”,
cosa che la polizia sta usando per cercare di dimostrare che gli autori
dell'irruzione nella sede neo-fascista sono poi andati a rifugiarsi
all’ARCI. Cioè, invece di squagliarsela, sarebbero rimasti sul luogo
del delitto: che furbi!!!
Quello che è avvenuto solo pochi giorni fa a Napoli (manifestazione
antifascista di massa contro l’occupazione di un immobile da parte di
“Casa Pound”, finita con l'arresto di 3 antifascisti e un feroce
pestaggio di molti di loro a opera di reparti della polizia) oggi si
verifica in Toscana coi fatti totalmente illegali commessi dalla
polizia a Pistoia.
Gli episodi di violenza fascista sono ormai numerosi anche in Toscana e
a Pisa, dove si sono avuti attentati incendiari e lancio di bombe-carta
contro sedi di partiti di sinistra e centri sociali, continue
aggressioni contro gli immigrati.
Di fronte a noi sta un Governo travolto dagli scandali e dai processi
pendenti sul suo capo supremo, delegittimato dalla bocciatura, da parte
della Corte Costituzionale, del cosiddetto “Lodo Alfano” con cui si era
sottratto alla Giustizia; un Governo screditato a livello
internazionale e interessato non a fronteggiare la crisi ma ad
approfittarne per accanirsi contro i lavoratori, i precari e i
disoccupati, gli studenti, perché non rialzino più la testa.
In questa situazione, il Governo ha tutto l'interesse a promuovere una
sorta di strategia della tensione, di montarla con le sue forze di
polizia, di aizzarla coi mezzi d’informazione di cui ha la proprietà e
il controllo il suo capo e padrone.
Una strategia che ha l’obiettivo di accrescere il dominio del Governo
-e dei poteri e dei settori sociali che lo sorreggono e che se ne
avvantaggiano- sulla società e sui movimenti di lotta che possono
percorrerla per difendersi dalla crisi economica, sociale e politica
che stiamo vivendo.
Le perquisizioni, i fermi e gli arresti arbitrari dell’11 ottobre a
Pistoia sono fatti gravissimi contro la democrazia, contro la legalità
costituzionale e contro l’antifascismo.
Gli antifascisti devono ritornare subito in libertà,
il questore di Pistoia deve dimettersi,
in galera devono finire gli autori delle aggressioni fasciste
ai danni degli omosessuali, degli immigrati, dei democratici.
Giovedì' 14 Ottobre dalle ore 17,30 alle ore 19,30
Presidio Antifascista davanti alla Prefettura di Pisa
Nella giornata di domenica a Pistoia sono stati arrestati due nostri
compagni (tre in tutto) con l'accusa di lesioni e devastazione di un
circolo fascista di casa Pound.
Innanzitutto ribadiamo la totale estraneità degli arrestati a quei fatti
visto che sono stati condotti in questura dopo oltre tre ore dagli
stessi, prelevati da un circolo Arci a poche centinaia di metri da Casa
Pound mentre stavano facendo un'assemblea regionale sul tema ronde.
E' quantomeno strano che persone che avrebbero compiuto un'irruzione
all'interno di una sede fascista si ritrovino poi tranquillamente a
poche centinaia di metri in assemblea senza preoccuparsi minimamente di
eventuali rappresaglie o interventi delle forze dell'ordine.
Inoltre dalle testimonianze riportate dai giornali si parla di un gruppo
di giovanissimi mentre fra i venti riuniti in assemblea c'erano molte
donne e uomini tutt'altro che giovani.
A parte questa evidenza che smonta a priori la tesi degli inquirenti,
non si capisce poi su quali basi siano stati comminati i tre arresti che
rimangono in ogni caso una misura ingiustificabile per quel tipo di capi
d'accusa.
Probabilmente la presenza di un esponente del PdL all'interno della
struttura al momento dell'irruzione ha fatto si che ci fossero pressioni
politiche sulla questura stessa che per fare venti identificazioni ha
impiegato 12 ore in cui non era nemmeno possibile parlare con chi stava
dentro e nemmeno fornire assistenza medica ad una ragazza che necessita
di una terapia particolare per problemi di salute.
Un atteggiamento di rappresaglia da parte della questura di Pistoia che
non ha mai avuto nei confronti di ben due sedi fasciste che sono aperte
nel giro di un paio d'anni in città: quella di Casa Pound e di Forza
Nuova. Due gruppi di estrema destra che ormai scorrazzano anche in molte
altre città della Toscana, tollerati e spesso coperti da amministrazioni
e forze dell'ordine. La presenza di un consigliere del PdL all'interno
della struttura ne è un esempio lampante.
Al fianco dei tre compagni e di tutti gli antifascisti.
Domenica verso le ore 19,00 un nutrito schieramento di forze dell' " ordine "
è
entrata nel circolo Primo Maggio di Pistoia dove era in corso una
pacifica assemblea contro le ronde e ha fermato circa 25 compagni
portandoli poi negli
uffici della questura. Il pretesto un presunto collegamento ad una strana irruzione avvenuta
un ora prima nella sede di casa pound distante 100 metri dal circolo.
La perquisizione ILLEGALE nel circolo Primo Maggio non ha fatto emergere alcunchè.
Ore 23,30 dalla questura i compagni vengono rilasciati con il contagocce. Seguiranno aggiornamenti.
SONO I PADRONI, E NON GLI IMMIGRATI, CHE LICENZIANO, SFRUTTANO E UCCIDONO
Alla
ricerca di sempre maggiori profitti e per uscire dalla crisi
irreversibile del loro mondo basato sullo sfruttamento, i capitalisti
cercano disperatamente nuova manodopera a bassissimo costo: sono loro
che, sotto l'orribile maschera di Bossi e Compari, favoriscono
l'immigrazione clandestina alla ricerca di nuovi schiavi al servizio
dei loro profitti; le leggi anti-immigrazione non sono una protezione
per i lavoratori italiani che, come sempre, vengono licenziati quando
non servono più, ma una spada di Damocle sospesa sulla testa di esseri
umani privi di identità, diritti ed assistenza e costretti a fare
lavori massacranti epericolosi,
senza tutele sindacali e sociali, spesso sotto il controllo delle varie
mafie. Da questa situazione, come sempre, non si esce con
l'insofferenza ed il razzismo, ma con la solidarietà di classe e la
lotta.
OPERAI ITALIANI ED IMMIGRATI, UNITI NELLA LOTTA CONTRO IL CAPITALE!
C’EST LES PATRONS, PAS LES IMMIGRÉS, QUI LICENCIENT,EXPLOITENT ET TUENT
À
la recherche de toujours majeurs profits et pour sortir de la crise
irréversible de leur monde basé sur l'exploitation, les capitalistes
cherchent désespérément main-d’œuvre nouvelle à très bas coûte : c’est eux qui, sous l' horible masque de Bossi et compares, favorisent l' immigration clandestine à la recherche de nouveaux esclaves
au service de leurs profits ; les lois anti-immigration ne sont pas une
protection pour les travailleurs italiens qui, comme toujours, sont
licenciés lorsque ils ne servent plus, mais une épée de Damoclès
suspendue sur la tête d'êtres humains dépourvus d'identité, de droits
et d'assistance, et forcés à faire des travaux massacrants et
dangereux, sans tutelles syndicales et sociales, souvent sous contrôle
des diverses mafias. De cette situation, comme toujours, on ne sort pas avec l’intolérance et le racism, mais avec lasolidarité de classe et la lutte.
OUVRIERS ITALIENS ET IMMIGRÉS, UNIS DANS LA LUTTE CONTRE LE CAPITAL !
SON LOS PATRONES, NO LOS INMIGRANTES, QUE DESPIDEN,EXPLOTAN Y MATAN
En
busca de siempre mayores beneficios y para salir de la crisis
irreversible de su mundo basado en la explotación, los capitalistas
buscan desesperadamente mano de obra nueva a muy bajo costo: son ellos que, detrás de la horible
máscara de Bossi y compinches, favorecen la inmigración clandestina
para buscar nuevos esclavos al servicio de sus provechos; las leyes
antiinmigración no son una protección para los trabajadores italianos aquienes,
como siempre, los despiden cuando no sirven más, sino una espada de
Damocles suspendida sobre la cabeza de seres humanos desprovistos de
identidad, de derechos y de asistencia, y forzados a hacer trabajos que
destrozan y peligrosos, sin tutelas sindicales y sociales, a menudo
bajo elcontrol de distintas mafias. De esta situación, como siempre, no se sale con la intolerancia y el racismo, sino con la solidaridad de clase y la lucha.
¡OBREROS ITALIANOS E INMIGRANTES, UNIDOS EN LA BATALLA CONTRA EL CAPITAL!
JESU LI GOSPODARI, A NE IMIGRANTI, KOJI OTPUSTAJU , IKORIŠTAVAJU I UBIJAJU
U
potrazi za sve veće profite i za izlaz iz krize terminal njihovog
svijeta na temelju iskorištavanja, kapitalisti su očajnički dodatni
troškovi rada su izuzetno niske: to je oni koji su pod krinkom odvratan
Bossi i njegova cronies, promovira ilegalne imigracije u potragu novo
roblje u službi svoje zarade, anti-imigracija nije zaštitu talijanskog
radnika koji je, kao i uvijek, kada je otpušteno više nije potrebno,
ali je mač Damoklov mač visi nad glavama ljudi bez identiteta, prava i
pomoć i prisiljeni raditi naporan i opasan, nezaštićena rada i
socijalne, često pod kontrolom različitih mafias. Iz ove situacije, kao
i uvijek, ne izlaz s netrpeljivost i rasizam, ali uz klasnu solidarnost i borba.
TALIJANSKI I DOSELJENIH RADNIKA, UJEDINJENI U BORBI PROTIV KAPITAL!
КТО ЭКСПЛУАТИРУЕТ, УВОЛЬНЯЕТ, УВИВАЕТ ? ЭТО НЕ ИММИГРАНТЫ,НО КАПИТАЛИСТЫ.
ЧТОБЫ
ПОЛУЧИТЬ БОЛЬШЕ ПРИБЫЛЬ И БЫЙТИ ИЗ ИХ НЕОБРАТИМОЙ СИСТЕМЫ, ОСНОВОНОЙ НА
ЭКСПЛУАТАЦИИ, ОНИ ИЩУТ ОТЧАЯННО НОВУЮ РАБОЧУЮ СИЛУ ПО МИНИМАЛЬНОЙ ЦЕНЕ.
С ЭТОЙ ЦЕЛЬЮ, ПОД УЖАЗНЫМИ МАСКАМИ БОССИ И ЕГО ПОДЕЛЬНИКОВ, ОНИ
СПОСОБСТВУЮТ ПОДПОЛЬНОЙ ИММИГРАЦИИ, ЧТОБЫ ПОЛУЧИТЬ НОВЫХ РАБОВ НА
СЛУЖБУ ИХ ПРИБЫЛИ. АНТИ-ИММИГРАЦИОННЫЕ ЗАКОНЫ – ЭТО НЕ ЗАЩИТА
ИТАЛЬЯНСКИХ РАБОЧИХ, КАК ВСЕГДА, ИХ УВОЛНЯЮТ,
КОГДА ОНИ БОЛЬШЕ НЕ НУЖНЫ. ТАКИЕ ЗАКОНЫ ЯВЛЯЮТСЯ ЛИШЬ ДАМОКЛОВЫМ МЕЧЕМ
НАД ГОДОВАМИ ЛЮДЕЙ БЕЗ НИКАКОГО СОЦИАЛЬНОГО ПРАВА, ВЫНУЖДЕННЫХ К САМЫМ
ОПАСНЫМ РАБОТАМ БЕЗ НИКАКОЙ СОЦИАЛЬНОЙ И ПРОФСОЮЗНОЙ ОРГАНИЗАЦИИ,
ИНОГДА ПОД КОНТРОЛЬ МАФИИ. ИЗ ТАКОЙ СИТУАЦИИ МОЖНО ВЫЙТИ, КАК ВСЕГДА,
НЕ ЧЕРЕЗ ПОТЕРПИМОСТЬ И РАСИЗМ, ПО СОЛИДАРНОЙ ОТВЕТСТВЕННОСТЬЮ И
КЛАССОВОЙ БОРЬБОЙ.
ИТАЛЬЯНСКИЕ РАБОЧИЕ И ИММИГРАНТЫ СВЯЗАНЫ В БОРЬБЕ ПРОТИВ КАПИТАЛИСТОВ!
بخصوص قانون الجديد الخاص بالهجرة الغ
يعتبر
صاحب العمل هو المسئول عن الجرائم التى تحدث حيث انة يعين اصحاب الهجرة
الغير شرعية ويتم الاستغناء عن العمالة التى معة نظير اعطاء المهاجرين
الغير شرعيين راتب اقل من العامل القديم ومن هنا تبدا حلقة المشاكل حيث
يعتبر المسئول الرئيسى هو صاحب العمل حيث يتم زيادة ثروتة نتيجة تقليل
رواتب المهاجرين الغير شرعيين ونتيجة ذلك تحدث مشاكل دولية وصراعات دولية
وان اصحاب العمل المسئولين عن ذلك يعملى تحت تغطية وستارة سنيور . بوسى واصدقائة .
يتم تعيين المهاجرين الغير شرعيين حيث ليس لهم ماؤى وسكن .
ان القانون ضد المهاجرين الغير شرعين التى تم اصارها :-
1-لا يخدم المواطنين الشرعيين حيث يحق لصحاب العمل الاستغناء عن العامل فى اى وقت .
2- صاحب العمل يستقطب المهاجرين الغير شرعيين ويتم تشغيلهم باجور صغيرة وساعات كثيرة بدون اجر وهذا ضد القانون .
3- هذا القانون يخدم اصحاب النفوذ والمافيا .
الحل
ان يتم مساؤءة الجميع مع بعضهم حيث لا يكون فى مواطن من الدرجة الاول او مواطن من الدرجة الثانية وهذا يودى الى نهضة البلد .
Contro
lo squadrismo delle ronde e contro il pacchetto sicurezza!
Sfruttando il clima di
intolleranza e razzismo alimentato dalla destra e dall'informazione
di regime, il governo Berlusconi ha approvato l'indecente pacchetto
sicurezza (DdL 733). Il pacchetto sicurezza ubbidisce a logiche
repressive funzionali alla classe dominante per restringere libertà
e colpire i soggetti che possono creare conflitto sociale. Gli
immigrati sono uno dei soggetti più interessati da questo
provvedimento. Provvedimento; che contiene le disumane norme dei
“medici spia” e dei “presidi spia” che di fatto negano il
diritto alla salute e all'istruzione per i clandestini; che aumenta
i tempi di detenzione nei lager moderni nei CIE (ex CPT); che
instaura le ronde.
Le ronde sono un fenomeno
articolato che si manifesta in vari modi: si va dalle ronde fai da te
di cittadini esasperati da un'informazione menzognera, alle
squadracce neofasciste come le “SSS” salite alla ribalta per gli
episodi di Massa di quest'estate; si va da veri e propri gruppi
politici con tendenze eversive e secessioniste come la “Guardia
Nazionale Padana” ad associazioni di volontari di ex militari.
Tutte rispondono, però, all'idea perversa del delirio securitario e
alla necessità da parte dei padroni di aumentare controllo e
repressione.
La vera sicurezza quella
sui luoghi di lavoro, dove muoiono in media dalle 3 alle 4 persone al
giorno, continua a essere ignorata. La sicurezza che interessa lor
signori è quella dei padroni e non quella dei lavoratori che
vogliono continuare a sfruttare e dividere mettendo magari lavoratori
italiani contro lavoratori stranieri.
Per questo
motivo diciamo no al pacchetto sicurezza!
Sabato
3 ottobre ore 10.00
davanti
al municipio di Viareggio
L'amministrazione di
Viareggio, anche per assenza di veri e propri militanti di destra
(per fortuna), ha instaurato le ronde mascherando il provvedimento
con delle delibere che prevedono la collaborazione con alcune
associazioni. La delibera n°50 del 03/02/09 stabiliva un accordo con
l'associazione autonoma bersaglieri regione toscana con sede nel
comune di Ponte Buggianese per monitorare il territorio in stretta
collaborazione con il corpo della polizia municipale. In data
20/05/09 con la delibera n°253 dopo la relazione del comandante
della polizia municipale dr. Vincenzo Strippoli è stata rinnovata
questa convenzione. Una convenzione simile è stata stipulata anche
con l'associazione nazionale carabinieri sezione di Seravezza e
Stazzema in data 22/04/09 con la delibera n°201 e rinnovata il
31/07/09 con la delibera n°384. Queste associazioni otterranno dei
rimborsi annui di 500 euro.
Da notare le ipocrisie
della delibera: “ ….per favorire la promozione di
attività socialmente utili sul territorio con lo scopo di aiutare ed
assistere i cittadini ed in particolare le categorie socialmente
svantaggiate quali donne, minori, anziani, diversamente abili etc,
senza alcun compito di sicurezza…… MA, NEI FATTI, alcuni
energumeni in tuta mimetica si aggirano in luoghi pubblici, come la
stazione, e pretendono (con quale autorità??) i documenti dai
soggetti “sospetti”.
Ben più grave è la
proposta che dovrebbe vedere implicata la ditta privata “Globo”
come responsabile della sicurezza nella frazione di Torre del Lago.
Inoltre nessuno dimentica il continuo potere dato al comando dei
vigili urbani che si sono visti acquistare mezzi nuovi potentissimi
con soldi che potevano essere destinati all'emergenza casa o alla
ricostruzione dei danni provocati dal disastro ferroviario del 29
giugno. Anche quest'estate abbiamo assistito alle vergognose
scorribande contro i venditori ambulanti sulla passeggiata anche
grazie alla cosiddetta normativa antiborsoni.
Contro tutto questo
invitiamo a partecipare al presidio di Sabato 3ottobre davanti al
municipio di Viareggioin una coerente logica antifascista e
antirazzista per costruire una reale vigilanza popolare
Il Coordinamento Antifascista e Antirazzista Toscano (CAAT), nel primo incontro regionale tenutosi a Pisa il 19 Settembre, lancia la mobilitazione in vista della manifestazione nazionale antirazzista indetta contro il pacchetto sicurezza il 17 Ottobre a Roma. Dalla Toscana partiranno autobus e in vista del 17\10 saranno lanciate alcune mobilitazioni locali nelle giornate del 2 e 3 Ottobre nelle città di Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Firenze, Livorno, Empoli e Siena.
L’esplosione della crisi economica e sociale ha tagliato posti di lavoro e migliaia ne distruggerà nelle prossime in Toscana, che è tra le regioni più colpite dalla recessione nel centro nord.
In questo scenario, le politiche razziste e liberticide da una parte ( lager per migranti, ronde, militari nelle città..) e il continuo attacco alle condizioni di vita, ai diritti e all’agibilità politico sociale per chi si oppone alle politiche governative dall’altra ( basti pensare all’attacco al diritto di sciopero) scaricano la crisi sulle fasce sociali più deboli, scatenando una guerra tra poveri (tra lavoratori italiani e stranieri, tra lavoratori pubblici e privati, tra precari e “garantiti”....).
Mentre il Governo parla di sicurezza, muoiono ogni giorno quattro lavoratori\trici per incidenti sul lavoro senza considerare le malattie professionali che mietono migliaia di vittime ogni anno.
Invitiamo tutti i democratici e gli antifascisti a partecipare a queste iniziative per fermare provvedimenti, come il “pacchetto sicurezza” e la costruzione di un CIE (centro di identificazione ed espulsione di migranti irregolari) in Toscana.
Coordinamento toscano antifascista e antirazzista Toscano